mercoledì 24 settembre 2008

gimmel e dalet

Per questo particolare segreto Kabbalistico, non bisogna cercare oltre
il Talmud Babilonese. (Shabbat 104) Vediamo cosa dice:

Rabbi Joshua, figlio di Levi andò in accademia un giorno ed i rabbini
gli dissero: "Alcuni bambini erano qui oggi in sala a studiare e
dissero cose che non si erano mai sentite prima nemmeno nei giorni di
Joshua figlio di Nun".
"Dissero che alef bet significa "impara a capire" (Alef significa
impara; bina significa capire).
" Poi dissero che gimmel daled significa "dai generosamente ai
poveri" (Gemol significa dare generosamente; dalim sono i poveri).
"Allora gli venne chiesto, "Perchè il piede della gimmel è volto verso
la daled? E risposero: "Perchè questo è il modo in cui una persona che
ha da dare si pone verso il povero."
E perchè la gamba della daled è tesa all'indietro verso la gimmel?
Perchè la persona povera deve rendersi disponibile verso quelli che
hanno da dare." E perchè la faccia della daled è girata rispetto alla
gimmel? Affinchè chi ha da dare lo faccia in segreto, cosicchè la
daled non si senta in imbarazzo".

Questi bambini ci dicono che il primo passo è imparare a capire.
Allora, appena siamo in grado di imparare a capire, qual è la cosa che
faremo subito dopo? Un atto di generosità. Di vera generosità. Non la
generosità dove dobbiamo attendere che qualcuno ce la chieda. Non la
generosità che mettiamo in mostra, "Ehy, guarda qui, ti sto dando
qualcosa". Ma invece, la generosità di sentirsi indebitati con chi ci
sta dando l'opportunità di aiutarlo. Ed in questo modo, la persona in
questione avrà l'aiuto che stava cercando con dignità e rispetto. Il
che significa, che una volta imparato a capire, vediamo che non c'è
più alcuna distinzione tra chi da e chi riceve nel mondo. E' solo in
superficie che appare in questo modo , ma nella visione consapevole,
nessuno da senza prendere, e nessuno prende senza dare.

Rabbi Tzvi Freeman
tratto da: Kabbalahitalia

appunti


LO SCOPO DELLE LETTERE

Le lettere sono portali verso i Mondi Superiori.
Creano un ponte tra i regni spirituale e fisico.
La Luce che emettono purifica i nostri cuori.
La loro influenza spirituale purifica gli impulsi distruttivi della nostra natura.
La loro energia sacra purifica le emozioni intolleranti, la paura, l'ansia dal nostro essere.
Certe configurazioni di lettere aiuteranno anche ad eradicare quei piccoli dubbi nella tua mente sul potere delle lettere ebraiche.
Hanno il potere di aiutarci a trasformarci da tiranni in persone bilanciate, e compassionevoli.
Le lettere possono suscitare guarigione, sostentamento finanziario e benessere emozionale.

la Kabbalah ed i sogni

STATI DI SOGNO



La vita non è che un sogno.

Letteralmente secondo il Zohar, la Kabbalah considera il nostro mondo fisico un'illusione, una residenza temporanea, e non la vera realtà. Il nostro mondo fatto di cappuccino al mattino e di lunghe file nel traffico altro non è che uno di tanti mondi-sogni e dimensioni che ci separano dalla vera realtà. Queste altre dimensioni sono accessibili in vari modi, uno dei quali è attraverso lo stato di sogno.



LO SCOPO DEL SONNO



Quando il sole cala e le stelle illuminano la notte, parte della nostra anima lascia il nostro corpo. Anche se rimaniamo svegli, la nostra anima ci lascia, ecco perchè cominciamo a sentirci sempre più stanchi quando la sera si avvicina. Durante il sonno, il Zohar spiega che 59 parti su 60 della nostra anima hanno lasciato il nostro corpo, mantenendo solo 1/60 per sostenerci fisicamente.

Quando il corpo dorme, le catene dell'esistenza fisica sono rotte di colpo. L'anima è libera di ascendere in un posto nell'atmosfera spirituale dove riceve nutrimento, potere ed un cambio d'olio. Perchè questo bisogno di ricaricarsi? Nel corso di un tipico giorno caotico, le limitazioni di tempo, spazio e moto mostrano il conto al corpo e all'anima. Prendiamo il concetto di tempo, per esempio: il tempo ci tiene costantemente sotto pressione. Sia se ci stiamo divertendo sia se stiamo facendo di tutto per non fare tardi a degli appuntamenti.



PERCHE' LO STATO DI SOGNO?



Durante la nostra "sintonizzazione metafisica", l'anima è in un regno oltre lo spazio ed il tempo. Passato, presente e futuro sono unificati in uno. Il panorama di una vita umana è completamente mostrato dalla vita alla morte. Così, oltre che ad avere una ricarica, l'anima vede degli eventi che stanno per accaderci, sia positivi che negativi. Questi flash sono spesso filtrati dal corpo, da dove prendono la forma di sogni.

La maggior parte dei nostri sogni sono un gran misto di cose. In altre parole, un aspetto di un sogno consiste degli eventi, delle esperienze e pensieri che occupano al momento la nostra mente conscia. Dentro a questa mistura ci sono le visioni dell'anima che albergano nel subconscio.

Secondo la Kabbalah, i sogni ci offrono l'opportunità di capire i tratti negativi del nostro carattere. Possono aiutarci a capire cosa dobbiamo cambiare per crescere spiritualmente. Certo, dobbiamo sapere come leggere ed interpretare il sogno per discernere questa saggezza.

In più, se una persona non ha alcun desiderio di cambiare o fare esperienza di una crescita spirituale e di una trasformazione spirituale (probabilmente il 95% delle persone risiede in questa categoria), allora tutti i messaggi dell'anima sono molto più difficili da trovare. Infatti, probabilmente non ricorderemo neppure la maggioranza dei nostri sogni.



VERITA' E CONSEGUENZE



Tutte le nostre azioni negative verso le altre persone portano ripercussioni, come ditto dalla legge universale di causa-effetto.

Possiamo negare questa verità spirituale.

Ignorarla.

Dubitarne.

O nemmeno rendercene conto.

Anche per ogni occhiata negativa, una parola scortese c’è un’uguale conseguenza negativa che viene verso di noi. Consideralo come l’effetto di un boomerang.

Tutte le ripercussioni che si profilano all’orizzonte sono ciò che la nostra anima percepisce durante il sonno. Conseguenze veramente gravi sono previste dall’anima che produce incubi. Se abbiamo una mente aperta, possiamo estrapolare i messaggi dai nostri incubi ed incominciare a capire ciò che dobbiamo cambiare di noi stessi. Il cambiamento spirituale è il modo proattivo per deviare gli effetti negativi.

E’ detto che il Re Davide fu un uomo con uno straordinario carattere spirituale. Anche se faceva un incubo terribile, era capace di cogliere il messaggio e fare le dovute correzioni nella sua vita.

Il Zohar ci dice che ad un uomo ingiusto sarà sempre mostrato un sogno felice (un sogno non veritiero) così che lo diriga ancora più lontano dal sentiero della verità. Questo principio spirituale è spiegato nel seguente testo del Zohar:



“Chiunque sia disposto a purificare se stesso è purificato dall’alto, e chiunque sia disposto a contaminarsi, è similarmente contaminato dall’alto.”

Zohar II, 200a



Più un individuo è spirituale, più veritieri saranno i sogni che fa.

Quando una persona è fissa su comportamenti egoistici, quando una persona è schiava del proprio ego, questo sbilancerà la bilancia del potere dall’anima al corpo. Così, renderà molto più difficile per l’anima di elevarsi durante il sonno.


TRATTO DA : kabbalahitalia

sabato 20 settembre 2008

LOURDES... da un'altra angolazione




.....da notare e contemplare la bellezza di quest'acqua che .....scorre ....



.....da notare e contemplare la bellezza del verde morbido ....

sabato 23 agosto 2008

il principio della certezza - seconda parte-

Il principio della certezza

In quel momento Michael doveva prendere una decisione.

Avrebbe dovuto reagire con paura, panico e rabbia oppure
far ricorso a ciò che aveva imparato studiando la Kabbalah
- compresa la lezione nascosta della separazione delle ac-
que del Mar Rosso - e optare per un intervento proattivo?

Ecco quanto aveva imparato riguardo agli Israeliti messi alle strette a un passo dal baratro.

Gli Israeliti fuggirono e, certo, le acque del Mar Rosso (come tutte quelle della Terra) si separarono magnificamente.

Ma non fu Dio a farlo.

Quando Dio chiese a Mosè perché Lo stesse invocando,Egli lasciò sottointendere che Mosè e gli Israeliti avevano il potere di separare da soli le acque del Mar Rosso.

Dio stava rivelando una delle Leggi Spirituali della Vita: Vinci la tua natura reattiva e il cielo ti risponderà aiutandoti a vincere le leggi di Madre Natura, poiché entrambi sono intimamente connessi.


Per riuscire nell'impresa, però, è necessaria la certezza assoluta.



È questa la segreta chiave di lettura della storia.


Gli Israeliti furono costretti a entrare nel mare e avanzarono con certezza assoluta prima che una sola goccia d'acqua cominciasse a dividersi. Dovettero resistere all'immensa incertezza radicata nella loro natura.

In effetti, i saggi cabalisti spiegarono che il Mar Rosso non si divise fino a che le acque non raggiunsero le narici degli Israeliti. Quando l'acqua cominciava già a riversarsi loro in gola, gli Israeliti rinunciarono al controllo ed ebbero fede
nella salvezza.

Misero la loro vita nelle mani della Luce.

Un istante dopo respiravano aria fresca mentre le acque si separavano ergendosi verso il cielo.


Anche Michael stava per annegare. Guardò il suo commercialista e disse: « Il direttore non ha mai rubato quei soldi.

Quei soldi non sono spariti ».

Poi aggiunse: « Non potrai mai perdere qualcosa che è veramente tuo.

Quindi il denaro deve saltare fuori, e se non succede è perché fin dall'inizio non mi apparteneva ».

Michael stava affrontando la situazione con un atteggiamento proattivo: non avrebbe reagito ad alcun esito, né positivo né negativo. Ecco la chiave. Era certo che, qualsiasi fosse stato il risultato, sarebbe stato il migliore per la sua
crescita e la sua comprensione spirituale.

Anche il suo commercialista aveva una certezza: Michael doveva essere completamente uscito di testa!

« Devo starmene qui senza fare nulla? » gridò l'uomo.
« Non dovremmo chiamare la polizia e avviare un'indagine? Qui stiamo cercando di amministrare un'azienda! »

H commercialista era completamente arroccato nella convinzione che il denaro fosse stato rubato.

Michael ci mise un'ora per convincerlo a prendere almeno in considerazio-
ne un'altra possibilità.

« In primo luogo » disse Michael « voglio che valuti la pos-sibilità che il denaro non sia sparito. Secondo, se manca, non è mai stato nostro. Lo avremmo perso in un altro affare o l'anno prossimo avremmo avuto profitti inferiori perché ci sarebbe stato un calo nelle vendite pari alla cifra che adesso ci manca. In altre parole, sta' sicuro che qualsiasi cosa accadrà, sarà giusta. Dobbiamo avere la certezza che il risultato sarà il migliore da una prospettiva spirituale. Una volta che ti sei convinto di questo, procedi e fa' quello che faresti normalmente in una situazione di questotipo. »

Sebbene il commercialista non afferrasse del tutto ciò di
cui Michael stava parlando, la mattina seguente tornò
con la notizia che ottantottomila dollari erano improvvisa-
mente saltati fuori in una banca a Winnipeg, in Manitoba
(Canada).
« Abbiamo trovato gli assegni » spiegò il commercialista.
Non potendoli incassare, il manager li aveva depositati e
si era tenuto tutto il contante.
« No » replicò Michael « non ha rubato il contante. Salterà
fuori anche quello.

Nessuno può prendere ciò che ci appartiene legittimamente. E, se non salta fuori, significa che fin dall'inizio non era nostro. »


Di nuovo Michael cercava proattivamente di non essere
uno schiavo, di non restare alla mercé dell'esito, positivo
o negativo che fosse. In seguito si scoprì che il manager vo-
leva veramente rubare i soldi, ma che un paio di giorni do-po essere arrivato in Florida aveva avuto un ripensamento.

In effetti telefonò lui stesso a Michael per confessarglielo.
« Non ho alcun dubbio che il concetto cabalistico di certez-
za abbia giocato un ruolo fondamentale in ciò che accad-
de » disse Michael in seguito. « Se non avessi fatta mia la
lezione della Kabbalah, avrei mandato due uomini armati
di mazze da baseball a scovare il ladro. Probabilmente non
lo avrebbero mai trovato e sarei ancora in perdita di oltre
centomila dollari. In questa sordida faccenda la pressione
mi sarebbe salita alle stelle e mi sarei abbandonato a sen-
timenti negativi, al desiderio di vendetta e al vittimismo.
Grazie al cielo sono libero da tutto questo. »




Secondo molti insegnamenti spirituali, compresa la Kabbalah, la coscienza crea la nostra realtà. Ciò che desideriamo è quanto riceviamo. Se siamo incerti, riceviamo l'energia dell'incertezza. Se reagiamo alle crisi con la preoccupa-
zione e il pensiero negativo, accresciamo la probabilità di un esito doloroso.
Ma le cose possono cambiare radicalmente. Possiamo mettere fine alla nostra incertezza, ai nostri dubbi.

Possiamo buttare all'aria i piani dell'Avversario. Opporre Resistenza
significa lasciarsi permeare dalla Luce.


tratto da Yehuda berg il potere della kabbalah

il potere della certezza - prima parte -



Il potere della certezza


Fuggendo gli Egizi, gli Israeliti finirono con le spalle al muro sulle sponde del Mar Rosso. Il faraone e il suo esercito stavano per sferrare l'attacco, decisi a sterminarli. All'improvviso il Mar Rosso si divise, creando due imponenti mura d'acqua che s'innalzavano fino al cielo. Secondo lo Zohar tutte le acque della Terra si divisero ergendosi verso il cielo. E gli Israeliti ebbero la loro libertà.

Mentre il faraone e il suo esercito si facevano sempre più
vicini, Mosè aveva gridato aiuto a Dio.

Lo Zohar insegna
che Dio gli rispose con una misteriosa domanda: « Perché mi chiami? »

In queste parole si cela una profonda verità
spirituale.

Non fu Dio a separare le acque del Mar Rosso!


Anzi, fu addirittura sorpreso quando Mosè lo invocò.

Ma
se non fu l'onnipotente Creatore a separare le acque, chi è stato?






Molti millenni dopo si verificò un'altra crisi.

Pur non es
sendo davvero una questione di vita o di morte, lo sembrò a coloro che vi erano coinvolti.

La storia è vera, anche se i
nomi sono stati cambiati.

Michael era proprietario di una grande azienda con filiali in tutta l'America del Nord. Dopo una delle migliori stagio-ni di vendite nella storia della sua compagnia, andò a Miami con la moglie e i figli per una vacanza di dieci giorni.

Il giorno stesso del suo rientro dalle ferie, il commercialista entrò nel suo ufficio e, con malcelato imbarazzo, gli spiegò che durante le ultime tre settimane di dicembre uno dei direttori commerciali aveva falsificato le distinte di versamento delle sue vendite. Il denaro non era mai stato versato sul conto dell'azienda e, come se non bastasse, era stato proprio il loro miglior manager a farlo, quello che gestiva la filiale con il fatturato più alto.
«Quanti soldi mancano?» chiese Michael.
Il commercialista deglutì e gli disse: « Ci ha fregato centocinquemila dollari ».
Michael si versò un bicchiere d'acqua e ne bevve un picco lo sorso. Ecco come ricorda quel momento: «Dovevo prendere una decisione fondamentale. E dovevo prenderla alla svelta. Potevo mettere in pratica quanto avevo imparato studiando la Kabbalah oppure buttare tutto all'aria, vista la quantità di soldi che c'era in ballo. Stava a me decidere... »

Tra la separazione delle acque del Mar Rosso e la perdita di Michael di oltre centomila dollari era passato un enorme lasso di tempo, ma fu la conoscenza della Kabbalah a permettere - tanto agli antichi Israeliti quanto a un moderno uomo d'affari - di trovare una sorprendente via d'uscita.


tratto da: Yehuda Berg il potere della kabbalah

Kabbalah e dieta ?

tratto da : IL POTERE DELLA KABBALAH di Yehuda Berg

Sforare la dieta

Barbara è in sovrappeso di quindici chili. È a dieta e va in
palestra da un paio di settimane. Ma poi qualcuno le offre
una fetta di torta al cioccolato, la sua preferita. L'istinto
reattivo del suo corpo sarebbe quello di ringraziare e accet-
tare. Ma nella mente di Barbara si crea un conflitto: deve
dimenticarsi della dieta e ricominciarla lunedì o tirar dritto
con il suo programma?
Barbara cerca di fare leva sulla sua forza di volontà. Fa ap-
pello a tutte le sue forze nel richiamare alla mente la pas-
sione che animava la sua determinazione iniziale di perde-
re peso. Vuole disperatamente ritrovare quell'originario
senso di dedizione a uno stile di vita più sano. Ebbene sì,
vuole riuscire a entrare di nuovo nei vecchi jeans! Barbara
vuole che il suo obiettivo di perdere peso si realizzi. Sa che
deve resistere.
Qualcun altro si presenta all'improvviso sulla scena: l'Av-
versario riempie la mente di Barbara di desideri vividi e
impellenti e lei sta lentamente soccombendo al pensiero
di quel dolce meraviglioso. Alla fine cede a questo forte de-
siderio reattivo.
Una volta che ha perso il controllo, Barbara potrebbe an-
che mangiare la torta: è quello che le dice di fare l'Avversa-
rio. E la mangia: un sapore delizioso. Il corpo di Barbara si
gode una botta di zuccheri. E le sostanze a base di canna-
bis nel cioccolato inducono lo stesso stato di euforia provo-
cato dalla marijuana. Il cioccolato, inoltre, agisce come
surrogato dell'amore, perché contiene una sostanza stimo-
lante che genera lo stesso tipo di eccitazione che proviamo
quando ci innamoriamo. Il grasso del cacao stimola la pro-
duzione di oppiacei nel cervello di Barbara, che a sua volta
generano ulteriori sensazioni di piacere. Inoltre, c'è una
vecchia e amata conoscenza, la caffeina, che pompa il cer-
vello e scarica adrenalina nel sistema cardiocircolatorio.
Gratificazione istantanea!
Ma la storia non è finita. L'onda di piacere si esaurisce al-
l'improvviso. Gli zuccheri nel sangue crollano. Barbara va
in tilt. In termini cabalistici la Luce della torta si è bruciata
in un cortocircuito, e ora Barbara è dominata da vecchie e
ben note sensazioni: colpa, rammarico, depressione e delu-
sione.
Se Barbara avesse resistito al desiderio reattivo di divorare
la torta mangiando una mela, corpo e anima si sarebbero
sentiti soddisfatti. Non in modo così intenso, ma in manie-
ra più temperata, bilanciata e appagante. E, cosa più im-
portante, ventiquattr'ore dopo, avrebbe provato sentimenti
di soddisfazione, stima di sé e appagamento.
Ogni giorno, sul lavoro, nella vita sociale e in quella fami-
gliare dobbiamo prendere decisioni difficili. Dobbiamo
continuare a reagire a tutti quegli stimoli esterni prove-
nienti da ogni direzione? O dobbiamo fermare queste rea-
zioni per portare un po' di sanità spirituale nelle nostre
vite?

Per qualche ragione, non è facile resistere alla gratificazio-
ne immediata. Orientiamo le nostre menti verso il traguar-
do della non reattività, ma quando arriva il momento ve-
niamo sviati dal piacere fugace di reagire all'istante. Leg-
gendo tali considerazioni in questo libro, momentanea-
mente ci esaltiamo. Il giorno dopo qualcuno ci insulta,
un affare va a rotoli, qualcuno parla male di noi e ricadia-
mo nella nostra modalità reattiva.
Prima di scoprire perché per noi è così difficile resistere al-
le tentazioni, dobbiamo scoprire un'altra arma dell'arsenale
dell'Avversario.

venerdì 22 agosto 2008

appunti

Quando resistiamo all'impulso di reagire e lasciamo che la
luce inondi il nostro essere, l'energia spirituale che ricevia-
mo ha il potere di trasformare e purificare la nostra co-
scienza. Per esempio, saper semplicemente gestire un attacco
d'ansia non consente di estirpare la radice della nostra
paura né di evitare che si ripresentino altri attacchi.
La Resistenza, invece, riesce a farlo. Se resistiamo con la
ferma convinzione e l'intento di eliminare il Pane della
Vergogna, le nostre azioni andranno dritte al cuore del pro-
blema. In altre parole, la certezza di trasformarsi da entità
reattive in esseri proattivi genererà Luce, e sarà proprio
quest'ultima a mostrarci la radice nascosta che alimenta
la nostra ansia. Inoltre, la Luce scioglierà quel nodo esi-
stenziale e a poco a poco ci libererà dal panico. Nella di-
mensione della Luce - nell'altra realtà - la negatività non
esiste. Grazie alla Resistenza possiamo accedere a quel re-
gno per purificare la nostra coscienza e sradicare una volta
per tutte l'ansia che ci opprime.

mercoledì 13 agosto 2008

appunti

Ecco come Rabbi YtzhakLuria, descrive gli eventi che portarono alla
creazione del mondo:
“Sappiate, che prima che le emanazioni fossero emanate e le creature
create
La semplice luce superiore colmava l’ esistenza intera.
E non esisteva alcuno spazio libero, qualcosa che potesse
assomigliare a un’ atmosfera vuota, a un buco o a una fossa
Ma tutto era occupato da una luce semplice e illimitata.
E non esisteva una parte che potesse dirsi testa o coda
Ma tutto era semplice, soave luce, armonicamente e uniformemente
distribuita
E questa era chiamata la Luce Infinita(or ein sof).
E quando grazie alla Sua semplice volontà apparve il desiderio di
creare il mondo e di emanare le emanazioni
Di portare alla luce la perfezione delle Sue opere e i Suoi nomi e i
Suoi appellativi,
Il quale fu la causa della creazione dei mondi
Egli allora si contrasse nel mezzo
Esattamente nel centro
Egli restrinse la luce (tzimtzum).
E la luce si allontanò verso i lati intorno al punto centrale.
E lì rimase uno spazio vuoto, un’ assenza
Che circondava il punto centrale.
E la restrizione era stata uniforme
Intorno al punto centrale,
In modo tale che lo spazio
Si trovava in equilibrio circolare intorno a questo.
Lì, dopo la restrizione,
Avendo formato un’ assenza e uno spazio,
Esattamente nel centro della Luce Infinita
Si formò un luogo
In cui ciò che era stato emanato e creato potesse risièdere.
Quindi dalla Luce Infinita discese una linea singola(Quav)
Calata dentro quello spazio,
E attraverso questa linea Egli emanò, formò,
Creò tutti i mondi.
Prima che questi quattro mondi apparissero
C’ era un infinito, un nome, in meravigliosa unità occulta,
Tale che anche per il più vicino degli angeli
Era impossibile comprendere l’ infinito,
Dal momento che non esiste mente che possa percepirlo
Perché Egli non ha luogo, né limite, né nome.”





il cabalista RABBINO ISAAC LURIA, XVI secolo

sabato 9 agosto 2008

...la Giustizia ??

... a proposito della giustizia..

“Quantunque ciò che tu dimandi sia la giustizia, pensa a questo, che,nella via della giustizia soltanto, nessuno di noi potrebbe vedere la propria salvezza”


W. Shakespeare: “Il mercante di Venezia”, atto IV, sc1, versi 197-199.

giovedì 7 agosto 2008

la legge del Tikkun



"La legge del « Tikkun »



Come le tradizioni spirituali orientali, la Kabbalah insegna che ciascuno di noi arriva in questo mondo portandosi dietro una « valigia » dalle esistenze precedenti.

In questa va
ligia ci sono tutte le situazioni che ci hanno mandato in cortocircuito nelle nostre vite passate o in un momento dell'esistenza attuale che non riusciamo a ricordare.



Ogni
volta che non sappiamo opporre Resistenza al nostro comportamento reattivo saremo tenuti a correggerlo in un determinato punto nel futuro.


Questo concetto di correzione è chiamato « Tikkun ».


Possiamo avere un Tikkun con il denaro, le persone, la salute, l'amicizia o le relazioni.


C'è un modo molto semplice per identificare il
proprio Tikkun: tutto ciò che ci crea disagio è una parte del nostro Tikkun.


Anche tutte le persone che veramente ci infastidiscono e ci
annoiano sono parte del nostro Tikkun.


Se troviamo diffi
cile dire di no a una persona che ci telefona all'ora di cena cercando di venderci qualcosa, è quello il nostro Tikkun e deve essere corretto.

Se ci imbarazza chiedere lo sconto
all'altezzoso commesso di una boutique, di sicuro quello è il nostro Tikkun.

Se facciamo fatica ad affrontare un
impiegato o un datore di lavoro, la causa scatenante va ricercata nel concetto di Tikkun.


Quando non riusciamo a correggerlo resistendo al nostro
comportamento reattivo, sarà ancora più difficile apportare una correzione in quella determinata area la volta successiva.

Quel particolare tratto reattivo si rafforza.


Il nostro
Avversario si rafforza.



Non soltanto dovremo affrontare
nuovamente il problema, ma sarà anche emotivamente molto più arduo mettere in atto la Resistenza.


E la prossima volta non significa necessariamente la prossima vita:
quelle medesime correzioni possono ripresentarsi incessantemente nella nostra incarnazione attuale.


A volte è fin troppo facile dare la colpa dei problemi che incontriamo in questa vita a un'esistenza passata.

Di solito
combiniamo abbastanza casini in questa vita per garantirci il caos che ci travolge.

È questa la ragione spirituale per
cui si ripresentano sempre gli stessi problemi.

Potrebbero
benissimo emergere con persone diverse a distanza di anni, ma si tratta sempre dello stesso problema di fondo.

Cercare conforto e fuggire il nostro Tikkun genera una gratificazione e un sollievo momentanei, ma sul lungo periodo porta con sé il caos. Invece, più grande è l'ostacolo, più grande è la Luce potenziale.

Una volta compreso ciò, non possiamo più considerarci
vittime.

Anche se ci piace, non possiamo dolerci delle fati
che, dei problemi e delle situazioni « scomode » che ci si presentano, perché tutte quelle difficoltà sono lì per far scendere la perenne Luce dell'appagamento nella nostra vita.

Prima, però, c'è un Tikkun che deve essere corretto...."





TRATTO DA : IL POTERE DELLA KABALAH di Yehuda Berg

domenica 27 luglio 2008

.... ancora a Lourdes !!



.... nel 150 anniversario dell'apparizione dell' Immacolata Concezione, sono ri-tornato (come non avrei potuto) a LOURDES.

... moltissimi pellegrini e spiriti di grande, dolce accoglienza ....


venerdì 11 luglio 2008

l'albero della vita




" ........L'Albero della Vita costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabalà.

È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità, chiamate SEFIROT, disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro nel centro (vedi disegno).
Il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due. Le Sefirot corrispondono ad importanti concetti metafisici, a veri e propri livelli all’Interno della Divinità. Inoltre, esse sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ognuno di noi, nella vita quotidiana. Le Sefirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. Osservando la figura, noterete che le dieci Sefirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali. Ogni canale corrisponde ad una delle ventidue lettere dell’Alef Beit ebraico.


L'Albero della Vita è il programma secondo il quale si è svolta la creazione dei mondi; è il cammino di discesa lungo la quale le anime e le creature hanno raggiunto la loro forma attuale. Esso è anche il sentiero di risalita, attraverso cui l'intero creato può ritornare al traguardo cui tutto anela: l'unità del "grembo del Creatore", secondo una famosa espressione cabalistica.

L"'Albero della Vita" è la "scala di Giacobbe" (vedi Genesi 28), la cui base è appoggiata sulla terra, e la cui cima tocca il cielo. Lungo di essa gli angeli, cio è le molteplici forme di consapevolezza che animano la creazione, salgono e scendono in continuazione. Lungo di essa sale e scende anche la consapevolezza degli esseri umani.
Tramite l ’Albero della Vita ci arriva il nutrimento energetico presente nei campi di Luce divina che circondano la creazione. Tale nutrimento scorre e discende lungo la serie dei canali e delle Sefirot, assottigliandosi e suddividendosi, fino a raggiungere le creature, che ne hanno bisogno per sostenersi in vita. Lungo l'Albero della Vita salgono infine le preghiere e i pensieri di coloro che cercano Dio, e che desiderano esplorare reami sempre più vasti e perfetti dell'Essere. I tre pilastri dell'Albero della Vita corrispondono alle tre vie che ogni essere umano ha davanti: l’Amore (destra), la Forza (sinistra), e la Compassione (centro). Solo la via mediana, chiamata anche "via regale", ha in sé la capacit à di unificare gli opposti.

Senza il pilastro centrale, l’Albero della Vita diventa quello della conoscenza del bene e del male. I pilastri a destra e a sinistra rappresentano inoltre le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sgorgano tutte le altre coppie d’opposti presenti nella creazione.

L'insegnamento principale contenuto nella dottrina cabalistica dell'Albero della Vita è quello dell'integrazione delle componenti maschile e femminile, da effettuarsi sia all'interno della consapevolezza umana che nelle relazioni di coppia. Spiegano i cabalisti che il motivo principale per cui Adamo ed Eva si lasciarono ingannare dal serpente fu il fatto che il loro rapporto non era ancora perfetto.

Il peccato d’Adamo consisté nell'aver voluto conoscere in profondità la dualità senza aver prima fatto esperienza sufficiente dello stato d’unità Divina, e senza aver portato tale unità all'interno della sua relazione con Eva. Il serpente s’insinuò nella frattura tra i due primi compagni della storia umana, e vi pose il suo veleno mortale.

Dopo il peccato, l'Albero della Vita fu nascosto, per impedire che Adamo, con il male che aveva ormai assorbito, avesse accesso al segreto della vita eterna e, così facendo, rendesse assoluto il principio del male. Adamo ha dovuto far esperienza della morte e della distruzione, poiché lui stesso aveva così scelto. Tramite tali esperienze negative, il suo essere malato si sarebbe potuto liberare dal veleno del serpente, perridiventare la creatura eterna che Dio aveva concepito. Analogamente, tutte le esperienze tragiche e dolorose, che purtroppo possono succedere durante la vita umana (Dio ci preservi da ciò), sono tuttavia occasioni preziose per rendersi conto della distanza frappostasi tra lo stato ideale, del quale conserviamo una memoria nel super-conscio, e lo stato attuale. Esiste però una via pi ù facile, più piacevole, la quale, pur non eliminando completamente l'amaro della medicina, ci permette già da adesso di assaggiare la gioia e perfezione contenuta nell'Albero della Vita, in misura variabile secondo le capacità di ognuno. Essa consiste nello studio della sapienza esoterica: la Cabalà.

Dopo aver perso lo stato paradisiaco del Giardino dell'Eden, l'umanit à non ha più accesso diretto all'Albero della Vita, che rimane l'unica vera risposta ai bisogni d’infinità, di gioia e d’eternità che ci portiamo dentro. Come dice la Bibbia, la via che conduce all'Albero è guardata da una coppia di Cherubini, due Angeli armati di una spada fiammeggiante.

Ciò però non significa che la via sia del tutto inaccessibile.
Secondo la tradizione orale, i due Cherubini possiedono l'uno un volto maschile e l'altro un volto femminile. Essi rappresentano le due polarità fondamentali dell'esistenza, così come si esprimono sui piani più elevati della consapevolezza.

Con il graduale ravvicinamento e riunificazione di tali principi, questi angeli cessano di essere i
"Guardiani della soglia", il cui compito consiste nell'allontanare tutti coloro che non hanno il diritto di entrare, e diventano invece i pilastri che sostengono la porta che ci riconduce al Giardino dell'Eden. La loro stessa presenza serve da indicazione e da punto di riferimento per quanti stanno cercando di ritornare a Casa.

Non si tratta però di un lavoro facile. I due Cherubini hanno in mano una spada fiammeggiante a doppio taglio. Tra le molte altre cose, essa simboleggia a distruzione dei due Tempi di Gerusalemme. L'esilio del popolo ebraico è la continuazione dell'esilio d’Adamo.

Ognuno di noi, nella vita, deve confrontarsi con questa doppia distruzione, con una doppia caduta (fisica e spirituale, morale e umana), con un doppio nascondersi di Dio.

Dice un verso del Deuteronomio (31,18):"poiché in quel giorno nasconderò doppiamente il Mio volto".
Si tratta di una doppia crisi, sia a livello di vita pratica che di fede interiore, un'iniziazione, attraverso cui dobbiamo passare se vogliamo il merito di ritrovare la strada. Se, dopo l ’esperienza ripetuta della sofferenza e dell'esilio, la nostra fede rimane intatta, e il nostro desiderio di Dio e della verit à rimane incrollabile, allora ci viene mostrato l'Albero della Vita. Analogamente, subito dopo la distruzione del secondo Tempio, lo Zohar (Libro dello Splendore) fu rivelato al mondo, e con esso venne data la descrizione dell'Albero della Vita. La strada era ritrovata, la via si era riaperta per tutti i ricercatori di Dio nella verità.
Le spade dei Cherubini si trasformano in due coppie di ali incrociate in alto, e insieme definiscono l'arco posto al di sopra del portale d'entrata al giardino dell'Eden: la Cinquantesima Porta della Conoscenza, "la Porta del Signore, attraverso la quale vengono i giusti". Essi diventano così i Cherubini che sovrastavano l'Arca dell'Alleanza, l'uno con un volto maschile, l'altro col volto femminile.

Come detto, l ’Albero della Vita è il progetto seguito da Dio per creare il mondo.
Le Sefirot sono l'origine d’interi settori dell'esistenza, sia nel mondo fisico sia in quello psicologico, come pure in quello spirituale.
Un esempio di ciò, nel mondo fisico, ci viene dalla struttura stessa del sistema solare.

Al suo centro c'è il Sole, che rappresenta la Sefirà chiamata Keter o "Corona", la piu'alta dell'Albero, dalla quale proviene la luce che riempie e vitalizza tutte le altre.

I nove pianeti che gli girano intorno rappresentano le altre nove Sefirot, secondo una semplice corrispondenza lineare, da Mercurio - Chokhmà a Plutone - Malkhut.
Nello studiare le caratteristiche di ciascuna di esse è possibile vedere emergere un’inequivocabile similitudine con i tratti astronomici e astrologici posseduti dal pianeta corrispondente. Si noti come la struttura dell'Albero già contenesse posto per i tre pianeti più lontani dal Sole, scoperti solo di recente. Nel caso in cui la scienza rivelasse l'esistenza di un altro pianeta, come alcuni calcoli e ricerche fanno ritenere probabile, esso si collocherà al posto dell'undicesima Sefirà, chiamata Da'at o "Conoscenza", una misteriosa Sefirà che pur avendo un ruolo importantissimo nell'Albero non è tuttavia contata solitamente insieme con le altre.

Nel piano psicologico, le dieci Sefirot sono dieci stati della psiche umana.

Il più alto, la Corona, è la condizione, peraltro raramente sperimentata, di totale trasfigurazione nel trascendente. Vi sono poi due tipi diversi di conoscenza intellettuale, corrispondenti alla percezione separata dei due emisferi cerebrali: la prima pi ù artistica e intuitiva, la seconda più logica e razionale. Basterebbe questo dato a confermare l'estrema modernità e scientificità della Cabalà. Altre forme di misticismo prestano più il fianco alle critiche dei razionalisti e degli scettici, che le accusano d’essere vaghe, confuse e arcaiche, frutto d’esperienze e visioni soggettive, in ogni modo contrarie alle verità scientifiche.

La Cabalà ha invece anticipato di secoli alcune tra le più importanti scoperte della scienza.
Ad esempio, lo Zohar prima, e la dottrina sviluppata dall'Arizal dopo, contengono un'accurata descrizione dei due modi separati di conoscenza presenti nel cervello umano, identificati esattamente l'uno con il cervello destro e l'altro con quello sinistro.
Dopo le prime tre Sefirot vi sono sei stati emotivi della psiche, tre più intimi e tre più rivelati, più vicini all'esperienza fisica. Tutti e sei sono generati dall'opposizione fondamentale tra Chesed (Amore) e Ghevurà (Forza), comprensibili anche come attrazione e repulsione. Infine l'ultima Sefirà, Malkhut (Regno), corrisponde ad uno stato psicologico rivolto soprattutto alle contingenze del mondo fisico e alle suenecessità.

Nel piano più spirituale le dieci Sefirot diventano le "Dieci Potenze dell'Anima", dieci luci o sorgenti d ’energia, che aiutano costantemente la crescita di coloro che sanno connettersi con esse, nel loro cammino di ritorno all'Albero della Vita........"

Tratto dalla rete

martedì 17 giugno 2008

il Creatore e gli angeli

Il Midrash racconta di una conversazione tra il Creatore e gli angeli: Prima di creare Adamo, Dio,nella Sua modestia,si consigliò con gli angeli.


L'angelo chiamato HESSED (bontà) disse: "Crea l'uomo, così che possa fare buone azioni".


EMET (verità) replicò : "Non creare l'uomo, perchè egli sarà pieno di distorsioni".


TZEDEK (giustizia) disse : "Crea l'uomo, affinchè egli sia giusto".


Per ultimo, SHALOM (pace) si oppose: "L'uomo sarà pieno di conflitti".




I Salmi descrivono questo dibattito con: "bontà e verità si cozzarono, giustizia e pace si incontrarono" (Salmi 85:11).



Dio decise a favore di chi appoggiava la creazione. (Rashi)

Egli prese EMET (verità) e la buttò a terra (Daniel8:12).



In questo gesto le Milizie Celesti videro una degradazione della Verità.



Esse dissero chel'esposizione ai mortali avrebbe messo in pericolo la Verità, e richiesero quindi nei Salmi (85:12) "laVerità germoglierà dalla terra verso il cielo".




La verità è così potente che prevarrà anche sulla terra,nonostante tutte le avversità. (Bereshit Rabbà 8:5)

TRATTO da : l'alfabeto di Gabriele Levy in www.esonet.org

sabato 14 giugno 2008

Celestino V



"... guardati dentro
prima di guardare intorno"




Pietro Celestino
Pontifex Maximus a.d. 1294

lunedì 9 giugno 2008

appunti

... Tuttavia questa etica riempie volumi e volumi nella letteratura orientale,
specialmente nelle Upanishad.

“Uccidi ogni desiderio di vita”, dice Krishna ad Arjuna.

Questo desiderio risiede soltanto nel corpo, veicolo del sé incarnato, non nel Sé, che è “eterno, indistruttibile, che non uccide, né è ucciso (Kathopanishad)”.

“Uccidi la sensazione”, insegna il Sutta Nipâta,“Considera ugualmente il piacere ed il dolore, il guadagno e la perdita, la vittoria e la disfatta”.

Ancora: “ Cerca ricovero soltanto nell’Eterno (ibid.)”.

“Distruggi il senso della separazione” ripete Krishna in tutte le forme.

“La Mente [Manas], che obbedisce agli irrequieti sensi, travolge la sua ragione
[Buddhi], come il vento [travolge] una nave sulle acque (Bhagavad Gita; II,
67)”.